Feeds:
Articoli
Commenti

So che molti di voi sono alla ricerca del template perfetto, dello sfondo intrigante per la propria presentazione, dell’immagine accattivante da mettere come elemento ricorrente e della linea sfumata elegante e misteriosa. E lo so perché molti accessi a questo blog arrivano con delle parole chiave inequivocabili.

Come sapete io non sono un fanatico dei template elaborati e degli sfondi complessi (trovo che l’eccessiva concentrazione su questi aspetti distolga l’attenzione degli elementi essenziali), ma non posso ignorare questi tossicomani dello sfondo cool.

Esempi di template per Powerpoint

Pertanto oggi segnalo una serie di risorse (che ho trovato grazie a questo articolo di  Webmasterpoint) che offrono tempalte gratuiti per Powerpoint (gratuiti, esatto).

Le risorse sono:

Mastertemplate (sezione free)

Templateswise

Templatesimple

E buon template a tutti. Ma mi raccomando di NON esagerare (sapete come la penso).

Oggi vi segnalo una bella presentazione di Silvia dedicata ai principi della Gestalt e al benessere visivo. Qualcosa che tocca, in certi casi anche profondamente, il tema delle presentazioni. Gli esempi sono ottimi.

Ovviamente il riferimento resta il libro del mitico Gaetano Kanitza “Grammatica del vedere“, che vi consiglio caldamente di leggere prima o poi, anche come omaggio a un grande studioso italiano.

Mi spiace un po’ segnalare di seguito un altro post dello stesso autore, ma ne vale davvero la pena perché risolve un altro problema, ovvero quello delle imamgini troppo strette per la slide (a chi non è capitato?).

Il trucco è semplice ma geniale: copiare l’immagine, trogilere il soggetto e stirare solo lo sfondo. Non è fantastico?

Grazie Jan!

Uno dei problemi che ho sempre pensato fossero irrisolvibili con programmi poveri come Powerpoint era quello di mostrare solo un pezzo di immagine, sagomandola con una maschera. Cose da Photoshop, pensavo.

E invece ho coperto, grazie ad un post di Sticky slides che è possibile, con un trucco, farlo anche in Powerpoint.

I passi sono questi:

  • Scegliete un’immagine e selezionatela come “sfondo” della slide
  • Coprite l’immagine con un rettangolo (o un’altra immagine)
  • Aggiungete  una forma (o createla a mano)
  • Tra le proprietà della forma selezionate come colore lo “sofndo”

Avete ottenuto una sagoma che mostra la foto di sfondo dentro la maschera.

Ecco un esempio banale

maschera immagine in powerpoint

Lo so, non è niente in confronto alle cose mirabolanti di Illustator e similia, ma, credetemi, mi risolverà comunque parecchi problemi.

Su Slideshare si trovano presentazioni davvero notevoli. Questa ve la voglio segnalare perché è davvero fatta molto bene. Il tema è Linkedin e il suo uso professionale: guardate come la narrazione scorre agevolmente, grazie a immagini e testi azzeccatissimi (peraltro è anche uno slidecast). Bravi, non c’è che dire.

Via Mauro Lupi scopro questa applicazione che permette di fare ricerche specifiche sulle slide. Si chiama Slidefinder e l’interfaccia è davvero interessante, oltre al fatto che fa ricerche sulle singole parole contenute nelle slide.

Ecco il risultato della ricerca con “Intranet” filtrando solo le slide italiane.

Interessante, no? Dobbiamo solo aspettare che integri anche altre basi dati e poi siamo a posto.

Olivia Mitchell e è sicura, e Jonh Medina anche: quando presentiamo in pubblico ogni 10 minuti è necessario introdurre  un break cognitivo. Medina dice esplicitamente:

“I decided that every lecture I’d ever give would come in discrete modules. Since the 10 minute rule had been known for many years, I decided the modules would last only 10 minutes”.

Questa regola è conosciuta anche come “Regola del gancio” (hook): ogni 10 minuti pianificare una transazione/variazione con il pubblico. Potreste raccontare una storia, introdurre una sessione di domande e risposte, mostrare un video, distribuire qualcosa alla platea, fare il classico gioco dell’alzata di mano (“Quanti di voi hanno un account Twitter?”) eccetera.

Quello che so è che nella mia esperienza questa regola è stata abbastanza interiorizzata da non aver bisogno di richiamarla alla mente ogni volta o di guardare continuamente l’orologio. Non so se 10 minuti siano davvero un tempo-limite standard: quello che è certo  è che tra l’andare spediti per 3 ore fregandosene altamente di chi abbiamo di fronte e il pianificare come un ossesso un break ogni 10 minuti ci sono onorevolissime vie di mezzo.

Come dice il saggio, la consapevolezza è il primo passo verso la guarigione :-)

Prezi è un’applicazione online – prodotta in Ungheria – per creare presentazioni, che lavora però in modo non lineare e presenta una sorta di “tela” sulla quale riportare in modo pittorico le informazioni. Come ho già detto credo che l’idea sia eccezionale, perché lavora su qualcosa che è già nel DNA delle presentazioni e delle slide, ovvero il loro aspetto pittorico-spaziale.

Oggi voglio solo segnalarvi questa bella guida in italiano, creata da Romolo Pranzetti e Nicoletta Farmeschi. Credo proprio che la userò anche io, che con Prezi ho davvero ancora poca dimestichezza.

Buon anno a tutti.

Dare elementi alla propria platea per non “perdersi” durante una nostra presentazione è ovviamente un proposito sano che andrebbe sempre tenuto a mente. Le persone vedono solo una slide alla volta e non hanno – quasi mai – sottomano il “grande disegno” che dobbiamo rappresentare loro.

Proprio per questo è necessario favorire l’ambientazione del pubblico nel nostro argomento fornendo tutti gli elementi necessari. Il primo elemento è ovviamente una buona architettura: una presentazione con un andamento oscillante, che mescola cose diverse, che salta di palo in frasca e non ha una struttura solida rischia di lasciare le persone con molti punti interrogativi.

Ma ci sono altri elementi, collaterali, che aiutano allo scopo: Powerpointninja ne elenca alcuni e in particolare consiglia di evidenziare sempre il numero della slide rispetto al numero totale di slide. Un accorgimento stupido ma essenziale per fare capire le persone a che punto siamo.

Add slide numbering in the Slide Master.

Io lo uso sempre e devo dire che chi mi ascolta in genere apprezza questa piccolezza, che fornisce un elemento altrimenti non desumibile in nessun altro modo

Robin Good ha pubblicato un bell’articolo comparativo sui vari tool per convertire in video o altri formati le presentazioni in PPT. Quella che segue è la sua tabella riassuntiva

. Piattaforme Supportate Formati di Esportazione Conversione Batch Mantenimento Degli Effetti Speciali
. E.M. Free PowerPoint Video Converter Windows AVI, MPG, MKV, WMV SI NO
. Xilisoft PowerPoint to Video Converter Free Windows AVI, FLV, MOV, MPEG-2, MP4, WMV NO SI
. iSpring Free Windows SWF NO SI
. Free Acoolsoft PPT2YouTube Windows MP4 SI NO
. JODConverter Windows, Mac, Linux, BSD, Solaris SWF NO NO
. AuthorSTREAM Servizio Web-based MP4 NO SI
. PowerBullet Presenter Windows SWF NO NO
. Windows Movie Maker Windows AVI, WMV NO NO
. SlideShare Servizio Web-based N/A NO NO

Come al solito l’articolo è molto dettagliato e vi consente di orientarvi tra le varei applicazioni segnalate. Buona conversione a tutti!

Kuler è un’applicazione web della Adobe per creare combinazioni di colori o per trovarne e scaricarne di già fatte dalla comunità di  appassionati, in perfetta logica 2.0. Lo ha segnalato Garr Reynold qualche tempo fa e devo dire che non me lo sono filato molto. Il realtà l’applicazione è molto carina e anche molto utile.

Ma la cosa davvero simpatica di Kuler è quella di poter estrarre una combinazione di colori a partire da una propria immagine, come nel caso che segue:

Per me, che con l’uso dei colori ha sempre avuto delle difficoltà, un’applicazione come questa è una fonte importante di idee nuove e di soluzioni già pronte. Peccato che il formato di esportazione  (formato ASE) non si innesti automaticamente in Ppt. E pazienza.

Vi segnalo qualche risorse dedicata, in generale alla corporeità durante le presentazioni. L’argomento è vastissimo e naturalmente ci sono decine di manuali e altre risorse sul tema. Ma questi articoli si focalizzano su alcune piccole-grandi cose che vale la pena di tenere in considerazione.

Speech Gesture Size Should Scale with Your AudienceIl primo, dal blog Six minutes, è dedicato al rapporto gesto-spazio (in generale la tesi è che più è vasta l’audience più grandi devono essere i gesti e viceversa).

Il secondo è dedicato ad un aspetto chiave del public speaking, ovvero il contatto oculare. Olivia Mitchell dà 8 consigli per migliorare questa competenza-chiave.

Infine, sempre da six minutes, un articolo dedicato alla prossemica e all’uso dello spazio “intimo” per migliorare le performance della presentazione.

Tra le tante difficoltà che incontriamo nella preparazione delle presentazione c’è ovviamente quella di reperire delle buone foto. Il buon Dave Paradi segnala un elenco di siti – legati al governo americano – dove trovare foto naturalistiche.

Diciamo che è meglio di niente, e spesso per imamgini evocative da associare ai concetti va benissimo. E sono gratuite.

C’è un pazzo che ha raccolto un lunghissimo elenco di risorse sulle presentazioni e lo ha pubblicato su Scribd. Lo sforzo è davvero notevole e se siete alle prese con qualche tesi o ricerca sul tema troverete certamente più di uno spunto (Chris Anderson dice nel suo ultimo libro che è sorprendente la quantità di “completisti” che c’è al mondo).

Un grazie quindi al buon Paul Gibler

Il blog PowerpointNinja si conferma come una delle mie risorse preferite sul tema delle presentazioni efficaci, per la sua generosità, per la sua utilità e per la chiarezza degli schemi con i quali accompagna i suoi consigli in tema di presentazioni.

Recentemente ha pubblicato una serie di risorse dedicate ai punti elenco (vera croce e tema assai controverso nel dibattito sulle slide e presentazioni)  in una serie di post uno più bello dell’altro. Vorrei fare una sintesi dei suoi consigli:

() Premessa: una lista puntata non è solo punti e testo, c’è di più

There's more to bullet points than just bullets and text...

Ogni lista puntata è una struttura che ha elementi grafico-spaziali che interagiscono tra loro: indentature, spaziature, linee, punti ecc

1) coerenza e simmetria

La coerenza nei punti elenco è un alleato: ad esempio il parallelismo grammaticale (tutti verbi, tutti nomi ecc) presenta elementi di ritmo da non sottovalutare e la presenza delle maiuscole su tutti i punti

ssss

2) Semplicità

Powerpoint offre una serie enorme di tipi di punto-elenco, alcuni totalmente deliranti: il consiglio è di NON usarli e di usare punti il più semplici possibile

There are good and bad bullets. I lean towards simple shapes for bullets.

3) Punti proporzionati al testo

I punti elenco devono essere proporzionati al testo che segue, né troppo piccoli né troppo grandi

Momma and baby bear sized bullets are best.

4) Numeri solo quando serve

Usare liste numerate solo quando serve veramente la numerazione, e lasciate i punti per il resto

5) Allineate il testo per distanziarlo dai punti

Se lasciate scorrere il testo sotto ai punti il testo nasconderà i punti creando un classico effetto di “muro di testo”:

Indents make it easier to read bullet points. You can use the Ruler and its indent markers to adjust the indentation of your bullets.

6) Evitate di giustificare o allineare al centro il testo dei punti-elenco

Se centrate o giustificate il testo l’occhio farà fatica a seguire il testo. L’allineamento migliore è a sinistra:

Left-justified bullets are easier to read and follow.

7) Gestite l’interlinea all’interno del testo e tra i diversi testi dei punti

Senza spazio l’effetto “blocco di testo” è assicurato. Va gestito sia lo spazio dentro il testo che tra i vari testi che compongono l’elenco. L’autore consiglia di non spaziare i testi con l’invio, ma di gestire lo spazio con l’interlinea

Take control of the spacing within and between lines.

E naturalmente di spaziare i punti laddove ci siano testi su più righe, in modo da associare il punto ad ogni blocco di testo.

Proper line spacing can make your bullet points easier to read.

8) Attenzione a confini frastagliati e alle righe orfane

Cercate di evitare che il testo produca righe troppo frastagliate o righe con una sola parola, dimensionando meglio la casella di testo e riducendo il testo se è il caso (è *sempre* il caso)

On the left, we have a ragged edge and orphan line. On the right, you can see how adjusting the width of the text box can eliminate the ragged edge or remove an orphan line. Rewriting the line can also fix these problems.

9) Evitate i punti fatti di un solo punto

I punti funzionano bene assieme, come un gruppo. Un singolo punto non è un punto-elenco, e si può evitare di usarlo

10) Eliminate lo spazio extra tra i punti e l’inizio del testo

A volte succede

Take time to remove extra spaces from your PowerPoint slides and celebrity smiles!

11) Evitate il più possibile il layout “stolo titolo e testo”

Anche se usate i punti elenco si possono associare immagini, schemi o diagrammi. Ecco i casi possibili. Evitate il caso uno ovunque è possibile.

Use layout #1 sparingly. Most audiences will prefer the other more visual layouts.

12) Testi tattici e strategici

Sul numero di punti e sulla grandezza del testo l’autore fa una distinzione importante, ovvero tra presentazioni strategiche (keynotes, presentazioni di alto livello e brevi) e presentazioni tattiche (consulenza, didattica ecc).

Nelle prime consiglia font più grandi e pochi punti, mentre nelle seconde i font dovrebbero essere più piccoli e per poter ospitare un maggior numero di punti. Ed è corretto.

Use an appropriate font size depending your presentation type.

13) Evitate lo “slideumento” (la slide-documento)

Troppi dettagli, schemi elaborati e tanto testo sono elementi tipici dei documenti professionali, non delle presentazioni. Evitiamo cose del genere

Garr Reynolds wants documents to be documents, and presentations to be presentations. I agree -- sort of.

14) Evitate troppe indentature

L’eccesso di indentature rende una lista incomprensibile, almeno se presentata dal vivo, perché la platea non è in grado di assimilare tutti i “rami” in cui di snoda la lista. Usate al massimo due livelli di indentatura:

You should rarely have to go beyond two levels.

15) I punti sono solo la punta dell’iceberg

I punti elenco devono essere solo la parte visibile della vostra presentazione: il resto è affidato alla voce dell’oratore, che saprà illuminare questo punto con tutti gli elementi necessari

For presentation purposes, your bullet points should represent a main idea or point but not all of your content. Like an iceberg, below the surface you should have additional information related to each bullet point.

16) A poco a poco

Non è necessario fare apparire tutti i punti in una volta: animare il testo dei punti consente di focalizzarsi di volta in volta sul punto-tema per poi passare all’altro

blah

Ancora grazie a PowerpointNinja, autore di queste note

Certo, c’è Captivate; certo, c’è Articulate;  certo, c’è Camtasia. Ma vi devo dire che io, se devo creare uno slidecast al volo e condividerlo, apprezzo molto anche Slideshare stesso.

Slideshare infatti consente di aggiungere un file MP3, tipicamente un vostro audio, e di sincronizzarlo con le slide. L’interfaccia è abbastanza intuitiva e naturalmente il prodotto è subito a disposizione dei vostri allievi. Certo, non permette grandi personalizzazioni, ma solo uno slide cast “cotto e mangiato” per così dire.

Ma spesso è quello che ci serve, e nulla più.

Ecco un esempio che ho realizzato per gli allievi del corso online che – assieme a tanti altri tutor -  sto tenendo:  “Insegnare e apprendere con i social network“, promosso da Garamond. Il tema è (guarda un po’) come trovare risorse su slideshare (è un corso base, perdonate l’approccio molto elementare).

Che dite? Può andare come risorse-veloce-se-devo-pubblicare-al-volo?

Dico subito che non ho niente di personale contro l’autore di questa presentazione, che anzi è assolutamente apprezzabile per aver condiviso parte del suo sapere con gli altri.

Il problema non è questo bensì il fatto che a volte l’eccesso di buona volontà può produrre effetti indesiderati.

Questa presentazione, che ho trovato su Slideshare, mi sembra emblematica di un certo stile e di uno schema mentale ricorrente, ovvero: ho paura di annoiare, ho a disposizione gli strumenti mirabolanti di Microsoft e allora mi dò da fare per aggiungere tutto quello che posso.

Purtroppo il risultato è spesso contrario alle intenzioni: un carnevale di colori, sfondi, font e cornici che rendono la presentazione indigeribile.

Non fatelo. Fidatevi di più di voi stessi.

Lawrence Lessing è l’unico speaker dal quale accetto presentazioni nere con testi bianchi. Questo stile è ormai diventato famoso (anche Garr ne ha scritto qualche anno fa), anche se sappiamo che se usato male può provocare disastri.

Sample_3

Eppure in mano a Lawrence diventa efficacissimo: poche parole bianche su sfondo nero, tante immagini e una sincronizzazione perfetta tra la voce e ciò che appare sullo schermo (animazioni incluse) creano un ritmo serrato e affascinante

guardate se avete un po’ di tempo questo video tratto dalle TED conference e guardate la perfetta sicronizzazione voce-testo-immagini.

Aggiungerei: non fatelo se non siete esperti, se avete tanto testo e se non avete una presentazione perfetta al minuto-secondo.

Il tema non è all’ordine del giorno nel nostro Paese, mentre negli Stati Uniti sta diventando uno standardACSB Twitter Policy_callout o quantomeno una tendenza. Parliamo della gestione delle conversazioni che la platea intrattiene sui social media durante una presentazione.

Imparare a gestire questa dinamica e a trasformarla in una risorsa da quelle parti sta diventando un fatto strategico: mentre noi parliamo le persone twittano, messaggiano, parlano e sparlano di noi allegramente. Che fare?

Cliff Atkinson ha dedicato a questo tema addirittura un libro: The Backchannel: How Audiences are Using Twitter and Social Media and Changing Presentations Forever. con tantissimi consigli utili (a proposito, ha messo a disposizione un capitolo da scaricare. Imparate, editori italiani) .

Il libro si va ad aggiungere a quello scritto da Olivia Mithell e che è scaricabile in PDF gratuitamente.

Sempre Cliff ha creato un wiki sull’argomento, nel quale potrete trovare un elenco di tools per gestire le conversazioni durante le presentazioni. E naturalmente anche un blog.

Un tema sul quale dovremo confrontarci davvero tutti negli anni a venire.

Update: ecco un tool gratuito per fare interagire Twitter con Powerpoint durante una presentazione.

Ogni tanto mi capita di fare della formazione sulle presentazioni efficaci: per fare un lavoro più efficace cerco sempre di farmi mandare del materiale in anticipo per studiarne i difetti principali e, nel migliore dei casi, riesco a trasformarlo per verificare assieme agli allievi come si possono applicare le regole per una buona presentazione ai casi specifici.

L’ultima occasione che ho avuto per lavorare in questo modo mi ha dato una certa soddisfazione: si trattava del materiale prodotto dal Dipartimento di salute mentale di una ASL,  all’interno di un progetto di divulgazione dei temi della salute e malattia mentale ai ragazzi delle scuole superiori.

Il materiale si prestava a molte trasformazioni ci ho lavorato parecchio: per questo ho pensato di riutilizzarne una parte (con il consenso degli autori) per illustrare con esempi concreti di restyling 11 regole per migliorare le presentazioni.

Ho pubblicato il lavoro su Slideshare e lo potete vedere di seguito. Che ne dite?

Articoli precedenti »