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Un’immagine bellissima (che ho visto per la prima volta sul blog di Catepol) riassume in modo chiaro il modo con il quale funzionano gli emisferi del nostro cervello.

Emisferi

Ora la domanda è: come riuscire, in una presentazione, a tenere conto di entrambi gli aspetti?

Sappiamo che , di default, una presentazione di rivolge alla nostra parte sinistra: il simbolo di questo “stile cognitivo” sono i punti-elenco con i quali spezziamo e strutturiamo i concetti. Dall’altra parte c’è chi, per evitare effetti “soporiferi”, condisce le presentazioni di effetti speciali e di colori, assecondando il lavoro dell’emisfero destro.

Va detto che entrambe queste strategie sono sbagliate: nessuna presentazione è efficace senza un lavoro integrato e coordinato su entrambi gli aspetti. Troppi concetti annoiano, e gli effetti speciali fine a se stessi ci lasciano con un pugno di mosche.

Dobbiamo tenere sempre fermo il nostro obiettivo che, in una presentazione è in genere quello di fornire informazioni (non di divertire, non di di rilassare, non di supire) allo scopo di insegnare, convincere, vendere, permettere a qualcuno di prendere decisioni.

Se teniamo fermo il nostro obiettivo  potremo usare gli strumenti migliori per supportarlo, integrando concetti ed esempi da una parte e immagini e schemi visuali dall’altra.

Una buona presentazione integra aspetti cognitivi ed aspetti emotivi in un tutto, con lo scopo finale di fornire  informazioni complete. Il fine, insomma, è il più delle volte cognitivi. Il mezzo è di volta in volta, una miscela di aspetti cognitivi ed aspetti emotivi.

Riuscire ad integrare in un tutto questi espatti è il cuore di una strategie vincente.

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Spesso le nostre presentazioni raggiungono dimensioni imbarazzanti in termini di peso del file.  Mi è capitato di scaricare da siti di università delle presentazioni anche di 30 megabyte: una cosa insopportabile, specialmente guardando poi i contenuti all’interno. Questo sgradevole effetto collaterale è causato principalmente da due fattori:

1) immagini non ottimizzate
2) Template troppo pesanti

Quasi per gioco ho provato proprio ieri PPT minimizer, un tool che promette di ridurre il peso delle nostre presentazione anche del 92%.  VI devo dire la verità: è stato abbastanza deludente. Il software fa, si, il suo mestiere, ma prezzo di una tale perdita di qualità delle immagini che ne vanifica le funzionalità.

E allora come fare? Una delle cose più importanti è imparare a ottimizzare da sé le immagini della presentazione, una volta creata. Powerpoint consente di fare questo senza ricorrere a softwarini aggiunti.

Andate sulla prima immagini della vostra presentazione: vi apparirà il menù “immagine”, all’interno del quel trovate un bottone che si chiama “Comprimi immagini”

Menù comprimi immagini Powerpoint

Comprimi_immagini

Una volta cliccato vi apparirà una finestra che vi chiede se volete comprimere per il web/schermo e se volete applicare questa modifica a tutte le immagini del documento.

finestra_comprimi_immagini

Ok, comprimente tutto il documento e…il risultato sarà una compressione pazzesca della vostra presentazione, ottenuta senza perdere in qualità.

L’altro giorno con questo sistema ho compresso una presentazione da 38 megbyte a 7 megabyte. Certo, non è come usare PPT minimizer, ma io mi accontento.

E voi?

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Ok, riconosco che T.J Walker si presenta veramente come un bellimbusto impomatato, ma resta il fatto che quello che dice è forte. E vero. Ha cominciato a mettere i suoi video su Youtube, parlando di presentazioni efficaci e di Powerpoint.

In questo video racconta come rendere efficace una presentazione usando le immagini. Il suo consiglio è un po’ drastico: eliminate tutte le parole e fate vedere solo immagini. Riconosco che non è sempre possibile e credo non sia neanche sempre indicato, ma la suggestione merita una riflessione.

Se ci pensiamo, in fondo, in una presentazione anche le nostre parole diventano un po’ delle immagini, ad esempio condividono con esse l’impatto visivo legato alla spazialità.
Ecco il video:

E questo è il suo blog.

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