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Ho intercettato, grazie a Eupodcast, questo divertente video che mostra una presentazione-tipo in un contesto-tipo, con delle slide-tipo.

Solo che la presentazione è formata da una sola parola ripetuta in tutte le salse e piazzata nelle diverse modalità di visualizzazione-tipo di Powerpoint.

Credo che il suo pregio maggiore, al di là della comicità delle situazione, sia di mostrarci quanto uno strumento come Powerpoint sia “sovradetrminato” tecnologicamente e “sottodeterminato” sematicamente.

Tante funzionalità, tante opzioni, tante strutture predefinite che possono dare veramente l’impressione  di dire qualcosa. Il video gioca su questa doppia caratteristica per portarla alle sue estreme conseguenze.

Buona visione…:-)

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Abbiamo messo a punto i nostri contenuti in una presentazione, ma ci sembra che non ci guardi qualche cosa: c’è tutto, ma il discorso non fila. Oppure ci sembra che ci sia “troppo” o al contrario che non ci sia nulla. Magari lavoriamo un po’ con la grafica, ma vediamo che il risultato non cambia. Oppure togliamo e aggiungiamo contenuti, ma allora il discorso non regge più. Che sta succedendo? In realtà dobbiamo tenere sempre distinti vari livelli di progettazione.

i tre ingredienti di Cliff AtckinsonSostanza, struttura, interfaccia. Raramente ho trovato meglio esposto il tema degli elementi di una presentazione come in questo lucido post di Cliff Atckinson (mi è arrivato anche il suo libro: presto riferirò a riguardo). Sono tre dimensioni molto diverse e dobbiamo imparare a distinguerle per evitare di far collassare tra di loro i problemi specifici di ciascuna di esse.

Sostanza: i contenuti

Struttura: il modo in cui li organizzate tra di loro

interfaccia: il modo in cui li presentate su slide.

Certo, nella realtà pratica ogni livello influenza gli altri, ma restano concettualmente livelli distinti. Se ci pensate non è molto diverso da web: anche nei contenuti in rete esiste, ed agisce continuamente questa divisione di metodo. La differenza, ovviamente, sta nelle regole specifiche di ciascuna di queste dimensioni: tanto per fare un esempio, l’andamento su slide è sequenziale e non ipertestuale, e questo costringe a inventare soluzioni diverse nella costruzione dell’architettura. Ci sono molte altre differenze in ciascun livello: ne riparleremo. Per ora mi limito a sottolineare la “valenza euristica” di questa distinzione. Tenerla sempre a mente aiuterà a capire da che parte arrivano i problemi.

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