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Sul bellissimo blog Six minutes troviamo una serie di esempi di applicazioni della cosiddetta “regola del tre” nelle presentazioni.

Questa regola è molto usata in fotografia prevede che lo spazio venga preliminarmente diviso in una sere di 9 spazi regolari, all’interno dei quali posizionare in modo sapiente gli elementi.

Grglia di 9 spazi su slide

All’interno di questa griglia si formano automaticamente quattro punti caldi, che sono i punti focali e di maggior “peso” all’interno del visual.
griglia slide con posizioni

Il bellissimo post dedicato a questo tema riporta una serie di esempi e una serie di strategie e di esempi di utilizzo, che vado a riassumere

Regola #1 – Mettere gli elementi chiave in uno dei 4 punti “caldi”

uso della regola del 3 nei punti caldi

Regola #2 – Mettere gli elementi chiave lungo le linee orizzontali

uso della regola del 3 lungo le linee orizzontali

Regola #3 – Mettere gli elementi chiave lungo le linee verticali

uso della regola del 3 lungo le linee verticali

Regola #4 – Mettere gli elementi chiave in uno dei 4 punti “caldi” e contemporaneamente usare le divisorie

uso della regola del 3 nei punti caldi e lungo le linee

Il post prosegue con molti altri esempi. Assolutamente da leggere.

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Una presentazione è un oggetto che presenta una serie di informazioni strutturate e disposte in un preciso ordine, sia globale (per tutta la presentazione) sia locale (all’interno della singola slide). Al contrario di una comunicazione fatta in Word le informazione su una slide (come, del resto, nei siti web) partecipano di una dimensione spaziale: il loro senso non è indipendente dal modo con il quale le informazioni sono disposte nello spazio della slide.

Troppo spesso mi capita di vedere presentazioni nelle quali è assente questa consapevolezza: la disposizione delle informazioni sembra obbedire ad una logica di “sacco da riempire“, senza alcuna strategia preliminare:

Slide non strutturate

Non crediate che questa cosa non si noti: il nostro occhio percepisce istantaneamente simmetrie, somiglianze, appartenenze reciproche, gerarchie visuali. E quando non riesce a trovare questi elementi l’impressione generale è quella di confusione, anche se gli elementi in gioco sono pochi.

Per questo è necessario, (come del resto sa benissimo qualunque grafico, sia tradizionale sia web) costruire una gabbia grafica ideale nella quale inserire le informazioni.

Griglia per le slide

Potete dividere la slide in 9 – 12 – 16 parti ideali (Garr Reynolds parla, a questo proposito, della regola del tre) e ogni informazione che inserirete (testo, immagini, grafici, ecc) occuperà una o più porzioni di questi spazi, secondo  una logica rigorosa e riconoscibile.

Questa gabbia non sarà, ovviamente, visibile al vostro pubblico, ma potete stare certi che l’occhio la percepirà nel momento in cui ne farete uso.

Gabbia grafica ideale per slide 1

Gabbia grafica ideale per slide 2

Gabbia grafica ideale per slide 3

Non è necessario che siate precisi al millimetro: è sufficiente che abbiate la consapevolezza di questa divisione ideale e che cerchiate di inserire le informazioni in modo coerente con essa.

In questo modo farete risaltare quello che è importante e quello che è marginale e avrete un criterio certo per definire le appartenenze reciproche degli oggetti.

Il risultato, sotto il profilo dell’impatto visuale, è assicurato.

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