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Posts Tagged ‘Paratesto’

La nostra memoria fa strani scherzi. Ricorda particolari insignificanti accaduti anni fa, ma magari è incapace di trattenere informazioni che ci sono state date due minuti prima.

La nostra memoria a breve termine è selettiva: taglia tutto quello che non gli serve in modo da liberare RAM e permetterci di seguire meglio un’attività; trattiene le informazioni che gli servono al momento e fa cadere nell’oblio il resto. Leggiamo tutti i giorni la targhetta sull’ascensore ma non sapremmo mai ricordarci quanti chili porta (ricordate la canzone di Elio?)

E’ per questo che, quando facciamo una presentazione, ci sono alcuni elementi di contesto che andrebbero ripetuti frequentemente. Una presentazione ha un andamento sequenziale e le persone che seguono questo flusso tendono a dimenticarsi rapidamente che in quel momento sono nel capitolo 1 – sottocapitolo 2.

Le persone non sanno neanche a che punto sono della vostra presentazione, perché non possono vedere il “volume” di slide così come vedono le pagine di un libro.

Insomma, una presentazione che si rispetti (e in specialmente le presentazioni lunghe) dovrebbe riportare in ogni slide alcune informazioni chiave per collocare ogni slide nel suo giusto contesto.

Più o meno le informazioni sono queste:

1) Titolo della presentazione
2) Titolo del capitolo
3) Titolo dell’eventuale sottocapitolo
4) Titolo della singola slide (è l’elemento più vistoso)
5) Numero della singola slide in rapporto al numero totale di slide
6) Eventuale logo (anche se secondo Garr non è necessario). N.b. Per logo intendo il logo del cliente, non il vostro.
7)  Data – Luogo – Nome relatore

Il layout standard avrà insomma una struttura di questo tipo:

Elementi paratestuali

In questo modo sarete sicuri di fornire sempre tutti gli elementi necessari per dare un contesto ai vostri contenuti. E aiutare la memoria dei vostri ascoltatori.

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Per quanto si voglia essere creativi, una presentazione è un prodotto assai strutturato; questa caratteristica può trasformarsi in un vantaggio cognitivo per i nostri ascoltatori, purché questa strutturazione sia pensata in modo organico e leggibile.

Una buona presentazione, quindi, comincia da una buona architettura (ovvero la costruzione della sequenza e la sua organizzazione interna). E una buona architettura è contrassegnata da una serie di elementi “paratestuali” che la rendono leggibile ai nostri lettori/ascoltatori.

Questo è tanto più vero per le presentazioni complesse, ovvero le presentazioni scientifico/didattiche che possono durare ore e essere composte da decine o centinaia di slide. In questo caso, senza avere una buon apparato di indici e indicatori interni, rischiamo di fare perdere i nostri ascoltatori.

Ogni presentazione di questo tipo, quindi, dovrebbe avere un andamento “canonico”, simmetrico e facilmente prevedibile, fornendo continui richiami paratestuali al posizionamento interno nella struttura.

Qu sotto è elencato un andamento-tipo:

Apparato di indici per presentazioni complesse

In questo modo vi assicurerete un apparato robusto e capace di “imbrigliare” tutti i vostri contenuti.

Peraltro la creaziione di questo apparato rappresenta anche una sorta di prova del nove: se non riuscite a organizzare i contenuti in questo modo e qualche cosa vi “sfugge” (vedi: slide figlie di nessuno) significa che dovete ancora lavorare un po’ sui vostri argomenti.

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