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Posts Tagged ‘Garr Reynolds’

Le persone cercano significati generali alle cose che diciamo loro. A volte li trovano nelle storie che gli raccontiamo, a volte nei nettagli che non abbiamo considerato, a volte nel non detto delle nostre affermazioni. Le persone attribuiscono un senso complessivo a quello che diciamo, e lo fanno che lo vogliamo o no.

Le persone vogliono sapere il perché delle cose, e solo dopo si interessano al “cosa” o al “come”. A volte il perché è scontato, mentre in altri casi dobbiamo sforzarci di trasmetterlo. Sono temi importanti per le presentazioni, che determinano il loro andamento e la loro architettura: esistono architetture del “come” e architetture del “perché”, anche se dobbiamo essere consapevoli che una risposta al “perché” (perché siamo qui, perché ci dici questo, perché dovrei ascoltarti) verrà comunque data.

Sono temi davvero importanti, e per questo ho apprezzato molto il post di Garr Reynolds sull’argomento, ma ancora di più mi è piaciuta la presentazione di Simon Sinek alle TED che Garr segnala.

Prendetevi un quarto d’ora per guardarla: una lezione magistrale di public speaking (notate come ripete il messaggio chiave in punti specifici del discorso) oltre che un’importante digressione sul tema di ciò che  crea senso nelle nostre vite.

Ci sono anche i sottotitoli.

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Lawrence Lessing è l’unico speaker dal quale accetto presentazioni nere con testi bianchi. Questo stile è ormai diventato famoso (anche Garr ne ha scritto qualche anno fa), anche se sappiamo che se usato male può provocare disastri.

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Eppure in mano a Lawrence diventa efficacissimo: poche parole bianche su sfondo nero, tante immagini e una sincronizzazione perfetta tra la voce e ciò che appare sullo schermo (animazioni incluse) creano un ritmo serrato e affascinante

guardate se avete un po’ di tempo questo video tratto dalle TED conference e guardate la perfetta sicronizzazione voce-testo-immagini.

Aggiungerei: non fatelo se non siete esperti, se avete tanto testo e se non avete una presentazione perfetta al minuto-secondo.

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Vi rimbalzo un vecchio post di Garr Reynolds dedicato ai tanti usi scorretti delle immagini sulle slide. Mi accorgo ogni giorno che passa che il tema delle immagini è stategico e anche quando tengo i miei corsi il tema dell’uso corretto delle immagii è spesso un vero spartiacque.

In genere le persone magari hanno un’idea seppur vaga di come organizzare i testi per una presentazione, mentre per quanto riguarda le immagini spesso ammettono di non aver mai neanche preso in considerazione la possibilità.

E invece la possibilità c’è, e va usata bene. Sempre.

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Qualcuno si deve essere accorto che il metodo “zen” (grandi foto, poche parole) predicato dal buon Garr Reynolds non sempre può essere applicabile, e prova quindi a dare una sua soluzione.

E’ il caso di Jan Schultink, che dal suo blog  “Slides that stick” cerca, nel suo ultimo post, di salvare capra e cavoli, individuando un format che oltre a poche parole e gradi foto preveda una sorta di sottotitolo esplicativo, come nella slide che mostra ad esempio

Non so se è una buona soluzione: in realtà dobbiamo cercare di essere realisti e sappiamo che non sempre possiamo operare in questo modo.

A volte sono necessarie più parole: facciamocene una ragione. Possiamo inserire queste parole a fianco oppure sopra la fotografia, ma non possiamo pensare che la strategia – un po’ da oculista – che propone Jan sia alla fine fine percorribile.

A volte lo zen non basta.

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Vi segnalo un bell’intervento di Garr Reynolds a proposito della semplicità. Potete vedere il suo intervento video (43 minuti) a Las Vegas, un capolavoro di public speaking supportato da bellissime slide.

Inoltre vi segnalo una serie di slide che Garr ha creato a partire da un sito dedicato all’alimentazione.
Il risultato è notevole. Questo è il post originale.

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Vi segnalo un altro bell’articolo in italiano, di Ester Liguori, dedicato a Slide ed eccessi comunicativi. Tra l’altro le indicazioni sugli elementi di paratesto sono simili a quelle che ho indicato nel post precedente.

Ecco un (p)assaggio dell’articolo:
“Il desiderio di stupire purtroppo spesso scavalca quello di essere efficaci e senza rendersi conto di ciò che si fa si finisce con lo sfruttare male un buon ausilio comunicativo.”

Su questo argomento è interessante anche un vecchio post di Garr che si ispira ai personaggi di “Guerre stellari”.

Preferite le slide di Darth Vader o quelle di Yoda?

Darth_2 Yoda



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Ricorda un po’ la regola dei 20 secondi di cui ho parlato più sotto, ma vale comunque la pena segnalare questi consigli per una buona preparazione di una presentazione.

By Garr Reynolds

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Dal Guru Garr Reynolds in persona, ecco i consigli per affrontare nel modo giusto la fase di costruzione su slide della presentazione. Dieci (come sempre con questi americani) i consigli che vengono proposti:

  • Creare slide semplici
  • Limitare il testo e i punti elenco
  • Limitare le animazioni
  • Usare immagini di qualità
  • Evitate di usare i template predefiniti
  • Usate grafici appropriati
  • Usate i colori in modo appropriato
  • Usate i font giusti
  • Usate audio o video (se è il caso)
  • Dividete le informazioni su più slide

Sono tutti consigli sui quali anche io torno spesso nei miei corsi di formazione e li sottoscrivo tutti, dal primo all’ultimo (con qualche riserva sull’uso degli audio, ma lo stesso Garr ne limita la portata a casi particolari). Per la cronaca, aggiungerei alcune cosucce:

  • Fate sempre esempi concreti per ogni concetto astratto che evocate
  • Evitate font giganteschi e font microscopici
  • Evitate la grafica tridimensionale
  • Evitate le clipart
  • Usate lo spazio in modo coerente e riconoscibile
  • Aggiungete sempre dei titoli adeguati e descrittivi per ogni slide
  • Date un significato preciso ad ogni colore che usate
  • Inserite sempre numero di slide/numero totale di slide
  • Usate il grassetto per evidenziare alcune parole chiave
  • Usate criteri coerenti per evidenziare i numeri

Ecco, così siamo pari….

:-)

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slide rumorosaPer rumore intendiamo tutto quello che disturba la serena acquisizione delle informazioni e su PPT, tra frecce in 3D e stellette colorate varie, di rumore ne possiamo produrre davvero tanto.

La semplicità paga e se una slide vi sembra un po’ “vuota” vuol dire che site sulla strada giusta.

Un bel post sull’argomento di Presentation zen

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