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Posts Tagged ‘Consigli’

Vi segnalo, casomai ve la foste persa, una della tre presentazioni vincenti al Worl’d best presentation contest 2010 organizzato da Slideshare. La segnalo, oltre che per la sua indubbia qualità, per il fatto che si occupa proprio di presentazioni. In questo caso non contato tanto i 5 errori tipici che segnala (troppe informazioni, assenza di immagini, qualità orribile, confusione totale, mancanza di preparazione), quanto la grande efficacia espositiva e l’ottimo concept che riesce ad esprimere.

In particolare mi piacciono molto:

  • le freccine punteggiate che segnalano dei punti particolari sulle slide (ad esempio alla slide 13);
  • l’ottima capacità di “spegnere” il colore in alcune parti della slide per dare risalto al resto (ad esempio alla slide 14 o 27);
  • La coerenza interna del repertorio fotografico;
  • L’ottima pertinenza delle immagini rispetto al testo;
  • I colori degli sfondi.

Insomma, una presentazione tutta da studiare. Buon lavoro.

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Vi devo confessare che il lavoro di Fabrizio Cornalba nell’ambito delle presentazioni efficaci non mi dispiace neanche un po’, ed è un vero piacere (anche se è un concorrente) segnalare le sue presentazioni, considerato che il panorama italiano a riguardo è piuttosto povero e – diciamocelo – in certe occasioni davvero scadente.

Questa breve presentazione – l’ultima del suo set su Slideshare – è davvero ben fatta e piena di consigli utili

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Quelli di Carla Lattanzi sono degli ottimi consigli, che vale la pena citare. Al contrario delle indicazioni che ho segnalato nel post precedente, questi consigli valgono per le presentazioni “ordinarie”, cioè il 99% delle presentazioni che facciamo. E per questo sono tanto più preziosi.

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Citando il wiki

Che cosa succederebbe se un gruppo di persone che lavorano nella scuola si mettesse assieme per costruire manuale collettivo di comunicazione digitale? Ne verrebbe fuori un bel wiki, all’interno del quale poter leggere il manuale. Molto bene fatto.

Ma non solo: scavando dentro al wiki si trovano anche alcuni preziosi suggerimenti sulle presentazioni, come le regole per una diapositiva ben formata (di questa ne riparliamo) o i consigli di stile per orientare una presentazione.

Bravi ragazzi…

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Ricorda un po’ la regola dei 20 secondi di cui ho parlato più sotto, ma vale comunque la pena segnalare questi consigli per una buona preparazione di una presentazione.

By Garr Reynolds

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Bert Decker suggerisce di inserire delle slide nere all’interno di una presentazione, per eliminare il rumore, concentrare l’attenzione, creare un momento di rottura cognitiva.

taoSposo a pieno l’intenzione e meno la soluzione.  Credo che possa andare anche un altro colore, oppure una grande punto di domanda, o un’altra cosa che introduca un momento di rottura cognitiva con la platea.

Il problema non è nero, bianco o altri colori, ma piuttosto avere un ritmo, che alterni il vuoto con il pieno.

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Dal Guru Garr Reynolds in persona, ecco i consigli per affrontare nel modo giusto la fase di costruzione su slide della presentazione. Dieci (come sempre con questi americani) i consigli che vengono proposti:

  • Creare slide semplici
  • Limitare il testo e i punti elenco
  • Limitare le animazioni
  • Usare immagini di qualità
  • Evitate di usare i template predefiniti
  • Usate grafici appropriati
  • Usate i colori in modo appropriato
  • Usate i font giusti
  • Usate audio o video (se è il caso)
  • Dividete le informazioni su più slide

Sono tutti consigli sui quali anche io torno spesso nei miei corsi di formazione e li sottoscrivo tutti, dal primo all’ultimo (con qualche riserva sull’uso degli audio, ma lo stesso Garr ne limita la portata a casi particolari). Per la cronaca, aggiungerei alcune cosucce:

  • Fate sempre esempi concreti per ogni concetto astratto che evocate
  • Evitate font giganteschi e font microscopici
  • Evitate la grafica tridimensionale
  • Evitate le clipart
  • Usate lo spazio in modo coerente e riconoscibile
  • Aggiungete sempre dei titoli adeguati e descrittivi per ogni slide
  • Date un significato preciso ad ogni colore che usate
  • Inserite sempre numero di slide/numero totale di slide
  • Usate il grassetto per evidenziare alcune parole chiave
  • Usate criteri coerenti per evidenziare i numeri

Ecco, così siamo pari….

:-)

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Seth Godin è un mega-consulente nel campo del web marketing (è quello che ha inventato la formula del “Permission marketing“). Ha anche un suo blog dedicato al marketing e all’advertising.

Recentemente ha scritto un post  sulle presentazioni efficaci con le slide. Non condivido tutto, in special modo il consiglio di limitarsi a sei parole per slide (che esagerato…). Ma ne condivido la sostanza, ovvero il fatto che in una presentazione convivano aspetti cognitivi ed emozionali, e che debbano entrambi essere supportati dalle slide.

uno stralcio:
Our brains have two sides. The right side is emotional, musical and moody. The left side is focused on dexterity, facts and hard data. When you show up to give a presentation, people want to use both parts of their brain. So they use the right side to judge the way you talk, the way you dress and your body language. Often, people come to a conclusion about your presentation by the time you’re on the second slide. After that, it’s often too late for your bullet points to do you much good.

Ed ecco il post

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Il testo su slide è un testo particolare, molto legato alla grafica e alla disposizione degli altri elementi nello spazio. Questa non è una novità nel campo dei nuovi media: quello che cambia è solo l’importanza relativa e il peso che assumono questi aspetti su slide.

La prima mossa per farsi leggere è quella di formattare adeguatamente il testo: ecco alcune semplici regole. Stiamo parlando solo di formattazione e non di composizione. Di quella ne parleremo un’altra volta.

Ciao

Gerarchia dei testi. Il testo su slide è fatto di titoli, sottotitoli, testi, didascalie. Rispettate una gerarchia nella grandezza dei font di questi elementi, in modo che siano subito riconoscibili. Il range delle grandezze va da 10 (didascalie) a 28 (titolo presentazione). Cercate di non superare questo range.

Grandezza adeguata dei testi. I testi non devono essere né troppo grandi (tipo “Siamo al mercato”) né troppo piccoli (tipo “clausola assicurativa”). La grandezza giusta è, mediamente, 14-16 pt.

Font a bastoni. Come sul web, il testo su slide è un testo che si fruisce a video. Usate quindi i caratteri a bastoni, come l’arial o il verdana, ed evitate i caratteri con le grazie, come il Times New Roman.

Allineamento a sinistra. Nei tsti lunghi, allineate il testo a sinistra e non al centro o giustificato: migliorerà la leggibilità complessiva.

Evitate abbellimenti. Non ombreggiate il testo, ed evitate di circondarlo con ovali o altre forme grafiche, se questo non ha uno scopo cognitivo preciso.

Evitate di usare il maiuscolo e il corsivo. Si leggono male  e sono brutti.

Spezzate il testo. Il testo su slide è fatto di frasi. Non di paragrafi, non di articoli. Di frasi. Spezzate il vostro testo in blocchi di massimo tre righe, costituite da una frase o poco più.

Parole-chiave. Usate il grassetto per evidenziare, in ogni frase, una parola-chiave che sia il “cuore” della frase stessa.

Spaziate i testi tra loro. Usate lo spazio per contrassegnare le appartenenze dei vari testi. Evitate lunghe liste uniformi. Introducente degli spazi per segnare i rispettivi territori di appartenenza.

Siate simmetrici. Fate in modo che i vostri testi conservino una simmetria complessiva come lunghezza, presenza di parole-chiave, ecc.

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In una simpatica provocazione, Gary Turner consiglia di inserire di soppiatto, in ogni presentazione, una slide vuota che riproduca l’assenza di segnale del proiettore. Così, dice, lo speaker sarà “costretto” a parlare come un essere umano. Anche io ogni tanto mi pongo il problema del “vuoto”, ovvero dello spazio cognitivo che è necessario darsi per lasciare che i contenuti emergano.

slide semivuotaA dire il vero è proprio quello che ho fatto nella mia presentazione di sabato: ogni slide era in realtà semivuota, e conteneva solo una parola o poco più.  In questo modo la platea aveva tutto lo spazio cognitivo necessario per ascoltarmi e prendere appunti. Le slide scandivano il discorso, che si sviluppava in modo concentrico a partire da quell’unica parola.

Quali sono i vantaggi? E in quali casi è bene usare una strategia di questo tipo? Sicuramente è una strategia che va bene:

- per presentazioni brevi (da 15 minuti a 60 minuti)

- per presentazioni discorsive e per testimonianze

- per presentazioni di alto livello, nelle quali l’oratore si può lasciare andare alle digressioni che il contesto gli suggerisce

Per fare questo, ovviamente, è necesaria una preparazione doppia rispeto a una presentazione tradizionale. Potete improvvisare solo se siete molto, ma molto preparati. Usare le note della presentazione per tenere sott’occhio i punti principali è, in questo caso, un’ottima tattica.

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