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Posts Tagged ‘Cliff Atkison’

Il tema non è all’ordine del giorno nel nostro Paese, mentre negli Stati Uniti sta diventando uno standardACSB Twitter Policy_callout o quantomeno una tendenza. Parliamo della gestione delle conversazioni che la platea intrattiene sui social media durante una presentazione.

Imparare a gestire questa dinamica e a trasformarla in una risorsa da quelle parti sta diventando un fatto strategico: mentre noi parliamo le persone twittano, messaggiano, parlano e sparlano di noi allegramente. Che fare?

Cliff Atkinson ha dedicato a questo tema addirittura un libro: The Backchannel: How Audiences are Using Twitter and Social Media and Changing Presentations Forever. con tantissimi consigli utili (a proposito, ha messo a disposizione un capitolo da scaricare. Imparate, editori italiani) .

Il libro si va ad aggiungere a quello scritto da Olivia Mithell e che è scaricabile in PDF gratuitamente.

Sempre Cliff ha creato un wiki sull’argomento, nel quale potrete trovare un elenco di tools per gestire le conversazioni durante le presentazioni. E naturalmente anche un blog.

Un tema sul quale dovremo confrontarci davvero tutti negli anni a venire.

Update: ecco un tool gratuito per fare interagire Twitter con Powerpoint durante una presentazione.

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Cliff Atkison ci fornisce alcuni consigli su cosa fare con il materiale “a valle” della presentazione, e su come proseguire così “la conversazione”, pratica sempre più diffusa da quando una pletora di “social-cose” si è affacciata nella nostra pratica quotidiana (blog, Twitter, spazi di condivisione di qualunque tipo).

Il senso è comunque che qualsiasi sia il tema della presentazione, è possibile – ed opportuno – estendere l’evento oltre i confini fisici nel quale si è prodotto.

Ecco una sintesi dei suoi consigli:

1. Record your presentation.
2. Post the presentation online.
3. Blog about the presentation.
4. Provide a script or captions.
5. Tweet your presentation.
6. Write an article.
7. Mention your presentation in your profiles.
8. Turn the presentation into a freebie.

E questo è il post completo: “8 Ways to Extend Your Presentations“.

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Abbiamo messo a punto i nostri contenuti in una presentazione, ma ci sembra che non ci guardi qualche cosa: c’è tutto, ma il discorso non fila. Oppure ci sembra che ci sia “troppo” o al contrario che non ci sia nulla. Magari lavoriamo un po’ con la grafica, ma vediamo che il risultato non cambia. Oppure togliamo e aggiungiamo contenuti, ma allora il discorso non regge più. Che sta succedendo? In realtà dobbiamo tenere sempre distinti vari livelli di progettazione.

i tre ingredienti di Cliff AtckinsonSostanza, struttura, interfaccia. Raramente ho trovato meglio esposto il tema degli elementi di una presentazione come in questo lucido post di Cliff Atckinson (mi è arrivato anche il suo libro: presto riferirò a riguardo). Sono tre dimensioni molto diverse e dobbiamo imparare a distinguerle per evitare di far collassare tra di loro i problemi specifici di ciascuna di esse.

Sostanza: i contenuti

Struttura: il modo in cui li organizzate tra di loro

interfaccia: il modo in cui li presentate su slide.

Certo, nella realtà pratica ogni livello influenza gli altri, ma restano concettualmente livelli distinti. Se ci pensate non è molto diverso da web: anche nei contenuti in rete esiste, ed agisce continuamente questa divisione di metodo. La differenza, ovviamente, sta nelle regole specifiche di ciascuna di queste dimensioni: tanto per fare un esempio, l’andamento su slide è sequenziale e non ipertestuale, e questo costringe a inventare soluzioni diverse nella costruzione dell’architettura. Ci sono molte altre differenze in ciascun livello: ne riparleremo. Per ora mi limito a sottolineare la “valenza euristica” di questa distinzione. Tenerla sempre a mente aiuterà a capire da che parte arrivano i problemi.

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