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In questo post di Jennifer Kammeyer trovate alcuni risultati relativi alle ricerche empiriche sull’apprendimento con Powerpoint. Queste ricerche confermano, ma in modo più scientifico, parecchie cose che i buoni realizzatori di presentazioni hanno imparato “sul campo”.

Riporto i risultati che sono sintetizzati nel post:

1.    Follow multimedia learning principles (for summary of principles see http://www.jenniferkammeyer.com/research.htm )
2.    Use full-sentence declarative headlines
3.    Don’t add irrelevant pictures (or anything irrelevant for that matter)
4.    Keep the design interference-free with high-contrast, easy-to-read text & graphs
5.    Use 2D graphs with cool colors and high contrast
6.    Use Gill Sans or Souvenir Lt font

Il post si conclude ribadendo che quelle elencate non sono opinioni, ma fatti pasati sulla ricerca (anche se il punto 6 risulta abbastanza misterioso, tutto sommato) .

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Richard Mayer è uno psicologo californiano che ha scritto un articolo importante sulle modalità di apprendimento negli ambienti multimediali.

Questo articolo è molto utilizzato da chi si occupa di e-learning, perché stabilisce alcuni principi, basati su ricerche sperimentali, sulla base dei quali è possibile regolarsi per l’erogazione dei contenuti audio-video-testuali.

Marco Coinu ne propone una sintesi in italiano, pubblicata sul portale Elearnngtouch.

Vale la pena di riportare una sintesi dei principi, perché hanno molto a che vedere anche con il tema delle presentazioni con le slide

  • Principio della divisione dell’attenzione (Split Attention Principle): i discenti imparano meglio quando il materiale didattico consente loro di non dividere l’attenzione fra diverse fonti di informazioni che fanno riferimento alla stessa modalità cognitivo-sensoria;
  • (Leggi: non mettere musica in sottofondo sulle slide mente parlate – Non parlate alla platea mentre mostrate i video)

  • Principio della modalità (Modality Principle): i discenti imparano meglio quando le informazioni verbali sono presentate per via vocale-auditiva come narrazione parlata piuttosto che in modalità visiva come testo scritto;
  • (Leggi: nella presentazione siete voi che parlate i protagonisti, non le vostre slide, che restano solo un supporto all’esposizione orale)

    Principio di ridondanza (Rendundancy Principle): i discenti imparano meglio da animazioni e narrazioni parlate, piuttosto che da animazioni, narrazioni parlate e testo scritto, se le informazioni visive sono presentate insieme alle informazioni verbali;

    (leggi: accompagnate sempre il vostro testo con immagini rappresentative)

  • Principio di contiguità spaziale (Spatial Contiguity Principle): i discenti imparano meglio quando il testo scritto e il materiale visivo sono fisicamente integrati piuttosto che separati;
  • (leggi: accompagnate sempre il testo con immagini, e posizionateli in modo che si appartengano reciprocamente sulla slide)

  • Principio di contiguità temporale (Temporal Contiguity Principle): i discenti imparano meglio quando i materiali visivi e verbali sono sincronizzati (presentati contemporaneamente) piuttosto che separati nel tempo (sequenzializzati);
  • (leggi: Accompagnate il vostro discorso con immagini sincronizzate sulla slide)

  • Principio di coerenza (Coherence Principle): i discenti imparano meglio quando i materiali estranei sono esclusi dalle spiegazioni multimediali.
  • (Leggi: cercate di togliere e non di aggiungere sulle vostre slide)

    Un grazie a Marco Coinu per il suo lavoro

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