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Archivio per la categoria ‘pensare visuale’

Un’altra bellissima presentazione che vale la pena di guardare e scaricare. Come al solito le forme sono più interessanti dei contenuti. Credo sia particolarmetne riuscita la trasformazione delle tabelle numeriche. FAtemi sapere

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Fight the power(point)!

In questo periodo non ho il tempo neanche per respirare (lo avrete capito), ma questa bellissima presentazione ve la voglio proprio segnalare. Ci risentiamo in tempi migliori :-)

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Un esilarante video che mostra gli effetti di una presentazione fatta di punti elenco. Tra l’altro il presentatore usa uno dei peggiori template della storia, ovvero il testo bianco sotto l’orrido blu di prussia (vi segnalo en passant un articolo contro l’uso dei template preformati).

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Come sappiamo, i punti elenco sono in genere una strada assai sdrucciolevole nelle presentazioni, e dove possibile tutti consigliano una qualche forma di “trattamento” che ne mantenga lo spirito cambiandone la visualizzazione. Ne ho già scritto segnalando alcuni suggerimenti e alcune proposte.

A completare il quadro ecco oggi un’altra carrellata di alternative, proposte da Elearningcoach, ovvero

Box di testo

Icone

Fumetti

Sagome

Diagrammi

Tabelle

C’è qualche ripetizione rispetto a quanto abbiamo già pubblicato, ma vale la pena comunque segnalare la proposta nella sua interezza :-)

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Su PowerpointTips blog trovate altri esempi di valide alternative ai punti elenco classici. E’ sorprendente quante varianti si possono ottenere muovendosi dalla semplice idea lineare del testo.

Come potete vedere molti di questi esempi riescono a conservare la gerarchia interna tra i testi, ma usano lo spazio in entrambe le direzioni.

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Che cosa succede se in una presentazione vogliamo inserire un’immagine che rappresenti un evento, un luogo, una situazione, un concetto? Ovviamente sceglieremo dei soggetti che rappresentino questi eventi, luoghi, situazioni e concetti. Tuttavia a volte l’effetto non è quello sperato, semplicemente perché l’immagine rappresenta “troppo”.

Un’immagine può contenere molte cose, e queste cose a volte combattono l’una con l’altra per la nostra attenzione, senza focalizzarla su nulla in particolare. Paradossalmente, riusciamo a cogliere l’essenza del “tutto” che vogliamo rappresentare solo se riusciamo a isolare un dettaglio che lo rappresenti. Anche in questo caso, quindi, si tratta di togliere, non di aggiungere.

Il tutto sta nei dettagli

Vi parlo di questo perché grazie a un post di Garr Raynolds ho potuto apprezzare questo video del designer John McWade, che racconta in un poco più di un minuto proprio questo tipo di situazioni. Jonh ha anche un sito che si chiama “Before and after” dove raccoglie alcuni i suoi lavori di graphic design. Molto utile.

 

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Una bellissima presentazione sula valore dello spazio bianco nelle presentazioni e più in generale nel design. Bellissima.

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Abbiamo parlato molte volte dei punti-elenco nelle slide, e come sapete io non sono un fondamentalista dell’eliminazione di questi elementi dalle nostre presentazioni: a volte servono, a volte non possiamo farne a meno. Ciò non toglie che in moti casi possiamo eliminare questi elenchi e trasformarli, se è il caso, in qualcosa di maggiormente efficace.

Per farlo dobbiamo solo capire che cosa sono le slide e passare dalla visione lineare,  testuale e temporale tipica del libro (una linea di testo che si snoda sulla pagina) a quella bidimensionale, pittorica e spaziale delle slide.

In questo senso ci viene in aiuto un post di Cristina Rigutto, che propone un esempio a mio modo di vedere molto intelligente, perché sfrutta la vocazione spaziale e tabellare delle slide:

Cristina ha dedicato ai punti elenco anche un piccolo quaderno in PDF, che ha intitolato “Oltre i punti elenco”.

Da parte mia vi aggiungo altri due esempi (tratti da presentazioni reali) di trasformazione dei punti elenco in qualcosa di spaziale-tabellare.

Disposizione circolare

Disposizione circolare dei punti elenco

Disposizione a post it (ne parla anche Cristina)

Disposizione a post it dei punti elenco

Ok, come vedete le strade sono possibile diverse, E non dimenticate che se proprio dovete usare i punti elenco ci sono pur sempre diverse regole da rispettare.

Buone slide a tutti :-)

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Non so voi che cosa ne dite, ma il visualizzatore di dati di Gapminder è davvero strepitoso (per la cronaca, Google se l’è comprato nel 2007 e non si sa ancora che cosa ne farà) e il suo creatore Hans Rosling, è un presentatore bravissimo. Guardate la sua presentazione, creata con la collaborazione di BBC, nella quale si trova immerso nella sua applicazione mentre mostra l’evoluzione delle aspettative di vita della popolazione mondiale negli anni.

Ecco, quando mi mostrano l’evoluzione di dato numerici sarebbe bello che il risultato fosse questo.

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Si fa presto a dire: “In una presentazione cercate di usare le immagini”. Ok, abbiamo visto dove trovarle e abbiamo capito che sono importanti, ma come piazzarle all’interno di una presentazione? Ne ho già parlato qualche volta,  ma vale la pena tornarci su, anche perché ci sono alcune ottime risorse che voglio segnalare a proposito.

Ad esempio l’ottimo PowerpointNinja dedica due post all’argomento, il primo dedicato ai tipi di immagini più efficaci in una presentazione, il secondo alle tecniche di posizionamento ottimale sulle slide.

Sul primo punto (ovvero: quali sono le immagini migliori?) l’autore individua una serie di caratteristiche che fanno la differenza, ovvero:

  • rilevanza dell’immagine rispetto al tema trattato
  • assenza di clichet e immagini abusate (bersaglio, mani che si stringono ecc)
  • associazioni divergenti con il tema (
  • realismo delle immagini (no modelli laccati in uffici hi tech)
  • esagerazioni a scopo esplicativo
  • immagini di persone
  • immagini che raccontano storie
  • immagini che evocano emozioni
  • humor

La cosa fondamentale è capire in che punto si posiziona l’immagine nell’asse che va dalla distrazione all’immagine che fa il “botto”.

Moving from left to right, the images get more relevant and unique.

Nel secondo post si parla delle miglio tecniche di posizionamento e anche qui vengono individuati alcuni pattern:

  • Asimmetria
  • Spazio vuoto
  • Punti di vista
  • Prospettiva
  • Dettagli
  • rapporto primo piano-sfondo
  • Azione
  • Ripetizione
  • Colore

Empty space gives you a great spot to place text. (c)ThinkstockExtreme close-ups and cropping can really bring your images to life. (c)Thinkstock

Focus is used to emphasize the focal point of the image. The focus of an image isnt always in the foreground. (c)Thinkstock

Ma non è finita: Olivia Mitchell parla di alcuni errori nell’uso delle immagini che vale la pena tenere a mente (a dire il vero sono errori molto sofisticati), senza dimenticare il ruolo fondamentale del testo per valorizzare l’immagine e completarne il senso.

Clinton quote slide

Insomma, buone immagini a tutti. Con consapevolezza. :-)

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Cari amici, come sapete il tema delle immagini resta uno dei più dibattuti all’interno della ricerca sulle presentazioni efficaci. Oggi si è capito che il corredo visuale rappresenta un elemento determinante per raggiungere i nostri scopi di comunicazione, che siano legati all’insegnamento, alla progettazione o alla vendita.

Attenzione: quando parliamo di immagini non ci riferiamo ovviamente alle orride clipart, e neanche alle facili soluzioni  reperibili su Google images. Le immagini devono essere belle, significative, pertinenti. E soprattutto devono funzionare. A scanso di equivoci ribadisco che non parliamo solo di immagini decorative, ma di tutto l’insieme iconografico che correda una presentazione: un grafico è un’immagine, così come uno schema ben fatto.

Per comodità possiamo distinguere tra usi delle immagini:

Esempio di immagine evocativa- suggestioni evocative (Tutte le immagini che danno un correlato visuale ad uno stato d’animo. la barca sul fiume, l’airone sull’acqua ecc);


Esempio di metafora- metafore concettuali (tutte le immagini che danno un correlato visuale a concetti astratti. Il leone per il coraggio ecc);

Esempio di immagine con un esempio concreto- esempi concreti (tutte le immagini che forniscono un esempio tangibile di ciò che si sta spiegando. Il batterio nella presentazione scientifica ecc).

Sono tre usi molti diversi, la cui frequenza dipende dal contesto della presentazione: nelle presentazioni di alto livello si useranno di più le suggestioni evocative, mentre nelle presentazioni didattiche si tenderanno ad usare maggiormente gli esempi concreti.

In ogni caso, che dobbiate partecipare ad un meeting o tenere una lezione il problema diventa quello di trovarle, queste benedette immagini, cercando peraltro di stare lontani da cliches  vetusti come la sfera di cristallo, la lampadina o l’uomo che guarda col binocolo (qui trovate una gustosa rassegna di chiches iconografici) . Ecco allora alcuni siti che possono fare al caso vostro, dove trovare immagini gratuite  o sotto licenza creative commons (grazie ad un post di robin).

Sono tutte alternative ai siti commerciali più comuni, come Istockphoto (che comunque resta eccellente e che vi consiglio se avete poco tempo e qualche euro da spendere). Ricordate comunque che trovare le immagini è solo uno degli elementi in gioco: le immagini devono essere posizionate in modo efficace sulla slide e devono armonizzarsi con il testo (ma tutto questo lo sapete già ;-).

Concludo questo post dando il benvenuto a un’altra ricercatrice italiana che si occupa di slide: Cristina Rigutto, con il suo blog Tuttoslide.

A presto.

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Il tema dei punti-elenco, e del tipo di narrazione che essi promuovono, è naturalmente sotto i riflettori da molto tempo. Olivia Mitchell ne parla da tempo, così come molti altri. I punti elenco appesantiscono le slide, annoiano, trasmettono l’idea che l’oratore sia poco preparato e pigro e, oggi come oggi, di fronte ai nuovi standard, danno l’idea che chi presenta sia poco aggiornato (e probabilmente è così).

Olivia da tempo propone il modello alternativo asserzione singola + evidenza visuale, sul quale sono molto d’accordo, anche se riconosco che esisterà sempre una “zona oscura” di elenchi che probabilmente non potrà mai essere eliminata.

Ad arricchire questo dibattito tormentato (e tormentone) si aggiunge oggi la ricerca empirica di Chris Athernon, psicologa inglese della Uclan University. Chris ha testato due tipo di slide con gruppi separati di utenti e ha chiesto loro di scrivere dei temi riassuntivi degli argomenti proposti nelle slide.

Il primo tipo di slide erano i classici punti elenco + grafici

tipiche slide con punti elenco

Il secondo tipo di slide era invece fatto con poco testo sparso su più slide, con l’aggiunta di schemi e diagrammi

slide senza punti elenco

La narrazione orale era la stessa in entrambi i gruppi di studenti testati. Il risultato è impressionate: il numero di argomenti segnalati nei temi nel secondo tipo di slide è raddoppiato:

lecture results

Questo significa che questo tipo di impostazione raddoppia in media l’efficacia dell’insegnamento.

Qui trovate i dettagli della ricerca, e di seguito la presentazione su slideshare della ricercatrice.

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Oggi vi segnalo una bella presentazione di Silvia dedicata ai principi della Gestalt e al benessere visivo. Qualcosa che tocca, in certi casi anche profondamente, il tema delle presentazioni. Gli esempi sono ottimi.

Ovviamente il riferimento resta il libro del mitico Gaetano Kanitza “Grammatica del vedere“, che vi consiglio caldamente di leggere prima o poi, anche come omaggio a un grande studioso italiano.

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Mi spiace un po’ segnalare di seguito un altro post dello stesso autore, ma ne vale davvero la pena perché risolve un altro problema, ovvero quello delle imamgini troppo strette per la slide (a chi non è capitato?).

Il trucco è semplice ma geniale: copiare l’immagine, trogilere il soggetto e stirare solo lo sfondo. Non è fantastico?

Grazie Jan!

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Tra le tante difficoltà che incontriamo nella preparazione delle presentazione c’è ovviamente quella di reperire delle buone foto. Il buon Dave Paradi segnala un elenco di siti – legati al governo americano – dove trovare foto naturalistiche.

Diciamo che è meglio di niente, e spesso per imamgini evocative da associare ai concetti va benissimo. E sono gratuite.

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Lawrence Lessing è l’unico speaker dal quale accetto presentazioni nere con testi bianchi. Questo stile è ormai diventato famoso (anche Garr ne ha scritto qualche anno fa), anche se sappiamo che se usato male può provocare disastri.

Sample_3

Eppure in mano a Lawrence diventa efficacissimo: poche parole bianche su sfondo nero, tante immagini e una sincronizzazione perfetta tra la voce e ciò che appare sullo schermo (animazioni incluse) creano un ritmo serrato e affascinante

guardate se avete un po’ di tempo questo video tratto dalle TED conference e guardate la perfetta sicronizzazione voce-testo-immagini.

Aggiungerei: non fatelo se non siete esperti, se avete tanto testo e se non avete una presentazione perfetta al minuto-secondo.

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Ogni tanto mi capita di fare della formazione sulle presentazioni efficaci: per fare un lavoro più efficace cerco sempre di farmi mandare del materiale in anticipo per studiarne i difetti principali e, nel migliore dei casi, riesco a trasformarlo per verificare assieme agli allievi come si possono applicare le regole per una buona presentazione ai casi specifici.

L’ultima occasione che ho avuto per lavorare in questo modo mi ha dato una certa soddisfazione: si trattava del materiale prodotto dal Dipartimento di salute mentale di una ASL,  all’interno di un progetto di divulgazione dei temi della salute e malattia mentale ai ragazzi delle scuole superiori.

Il materiale si prestava a molte trasformazioni ci ho lavorato parecchio: per questo ho pensato di riutilizzarne una parte (con il consenso degli autori) per illustrare con esempi concreti di restyling 11 regole per migliorare le presentazioni.

Ho pubblicato il lavoro su Slideshare e lo potete vedere di seguito. Che ne dite?

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In questo video tutorial il noto “guru” delle presentazioni Dave Paradi mostra l’efficacia dell’uso di semplici grafici a istogramma per mettere a confronto quantità positive e negative che compongono un totale (come ad esempio le voci di budget annuali).

L’idea è quella di eliminare i fogli excel esportati e mostrare visivamente che cosa va a comporre le quantità totale.

Non è niente di stratosferico in realtà, ma è efficace nel mostrare la povertà, a volte, dei semplici dati tabellari.

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Vi rimbalzo un vecchio post di Garr Reynolds dedicato ai tanti usi scorretti delle immagini sulle slide. Mi accorgo ogni giorno che passa che il tema delle immagini è stategico e anche quando tengo i miei corsi il tema dell’uso corretto delle immagii è spesso un vero spartiacque.

In genere le persone magari hanno un’idea seppur vaga di come organizzare i testi per una presentazione, mentre per quanto riguarda le immagini spesso ammettono di non aver mai neanche preso in considerazione la possibilità.

E invece la possibilità c’è, e va usata bene. Sempre.

Poorexample.010Poorexample.006

Poorexample.008

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Dave Paradi segnala sul suo blog alcune risorse (che non esita a farsi pagare) sul miglioramento dei visuals delle presentazioni. In particolare segnala una serie di video (non tutti interessanti a dire il vero) di cui fornisce delle anteprime.

Forse il più interessante riguarda la trasformazione di elenchi di date in eventi su un calendario, ed effettivamente mi sembra una buona idea (anche se il  colore di sfondo della presentazione è davvero orribile).

Da così…

Elenchi di date 1

A così

Elenchi di date 2

Da così…

Elenchi di date 3

A così

Elenchi di date 4

Ok, niente di stratosferico: solo un modo per uscire dalla logica del punto elenco in una situazione che effettivametne richiede una rappresentazione bidimensionale

E questo è il video:

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