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Archive for marzo 2011

I tool online per trovare presentazioni mi lasciano sempre perplesso, perché pescano un mare di risorse, ma la qualità media di queste ultime è davvero scadente.

Uno di questi è certamente QPowerpoint, che permette di trovare moltissime risorse, specialmente in ambito medico. Qualità Mediocre. Ma può essere molto utile per trovare esempi negativi da mostrare, come questa perla qui in basso.

Ma che è, l’invasione dei cyloni? Macché, è una presentazione sull’Alzheimer (che te lo fa venire). Aiutoo!

sfondo sbagliato

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Le persone cercano significati generali alle cose che diciamo loro. A volte li trovano nelle storie che gli raccontiamo, a volte nei nettagli che non abbiamo considerato, a volte nel non detto delle nostre affermazioni. Le persone attribuiscono un senso complessivo a quello che diciamo, e lo fanno che lo vogliamo o no.

Le persone vogliono sapere il perché delle cose, e solo dopo si interessano al “cosa” o al “come”. A volte il perché è scontato, mentre in altri casi dobbiamo sforzarci di trasmetterlo. Sono temi importanti per le presentazioni, che determinano il loro andamento e la loro architettura: esistono architetture del “come” e architetture del “perché”, anche se dobbiamo essere consapevoli che una risposta al “perché” (perché siamo qui, perché ci dici questo, perché dovrei ascoltarti) verrà comunque data.

Sono temi davvero importanti, e per questo ho apprezzato molto il post di Garr Reynolds sull’argomento, ma ancora di più mi è piaciuta la presentazione di Simon Sinek alle TED che Garr segnala.

Prendetevi un quarto d’ora per guardarla: una lezione magistrale di public speaking (notate come ripete il messaggio chiave in punti specifici del discorso) oltre che un’importante digressione sul tema di ciò che  crea senso nelle nostre vite.

Ci sono anche i sottotitoli.

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il buon Rick Altman è un altro dei tanti professionisti americani che si dedicano alle presentazioni efficaci, girando il Paese in lungo e in largo per portare il verbo di PPT.

Il suo sito non è un gran che, a dire il vero, ma contiene alcuni esempi di redesign di presentazioni che vale davvero la pena sfogliare.

Esempi di redesign di presentazioni

Esempi di redesign di presentazioni

Le trovate a questi tre indirizzi:

http://www.betterppt.com/consulting-services/makeovers/redesign/

http://www.betterppt.com/consulting-services/makeovers/technique/

http://www.betterppt.com/consulting-services/makeovers/message/

 

 

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Nelle presentazioni, specie se lunghe, è necessario costruire un’agenda che viene mostrata al pubblico all’inizio e nelle diverse parti della presentazione. Questa agenda, come abbiamo già detto, ha lo scopo di rivolare la struttura della presentazione mostrando alla platea il nostro “grande disegno”, che altrimenti resterebbe celato da slide che proseguono una alla volta.

L’agenda ha quindi un doppio ruolo, rivola una struttura e serve allo stesso tempo a metterla alla prova: se non riusciamo a costruire una agenda coerente probabilmente la nostra struttura è traballante.

Alcuni consigli per crearla.

  • Mantenetela breve. Non sbrodolate con i testi dell’agenda
  • Solo il primo livello. Non mettete in ogni voce dell’agenda anche i sottopunti. Mettete piuttosto i sottopunti nei separatori che inserirete ad ogni inizio di capitolo
  • Evidenziate graficamente il punto in cui siete dell’agenda. Come nell’esempio più sotto
  • Usate le liste numerate, non quelle puntata, visto che si tratta di punti in sequenza
  • Coerenza grammaticale e visuale. Cercate di mantenere coerenti la lunghezza e gli elementi grammaticali di ciascun punto
  • Usate i separatori. Ribadite l’agenda ad ogni inizio capitolo. In alternativa, espandete ad ogni inizio capitolo il singolo punto con i suoi sottopunti.

Ecco un esempio, di Jan Schultink (in realtà nel post Jan è critico con questa impostazione).

Ecco un esempio più creativo, di Jon Thomas

Good Agenda Slide

Upadate: su suggerimento di Alessandra, ecco la proposta dell’ottimo Garr Raynolds, che ha il pregio di riuscire a dare anche un’idea (relativa) del tempo che occuperà ciascun argomento. Ecco anche come fare per ricrearla.

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Il buon Vivek Singh gestisce il blog All about presentation e mette a disposizione il suo materiale e la sua esperienza nel campo. Ha pubblicato due e-book dedicato rispettivamente ai grafici e al design delle presentazioni. Sono entrambi interessanti, e scaricabili da Slideshare.

Ecco quello dedicato ai grafici:

http://www.slideshare.net/singhvivek6/14-tips-to-present-awesome-charts-2071447

E quello dedicato ai principi di design:

http://www.slideshare.net/singhvivek6/principles-of-good-presentation-design-free-e-book

Non sono nulla di stratosferico, ma contengono qualche buon esempio e molto buon senso.

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In due ottimi post jon Thomas fornisce alcuni esempi di “prima” e “dopo” su alcuni testi di presentazioni reali. Si tratta in entrambi i casi di rifacimenti che cercano di eliminare l’effetto “elenco puntato” e di aggiungere elementi visuali a supporto dell’informazione.

Il primo esempio è davvero notevole

 

Da così

Bad PowerPoint 1

 

 

 

 

 

 

 

a così

 

Good Powerpoint - Pie Chart

 

da così

Bad Powerpoint 2

 

 

 

 

 

 

 

 

a così

Good Slides

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da così

Bad PowerPoint 3

 

 

 

 

 

 

 

 

a così

 

Good-Slides2

 

 

Anche il secondo esempio è interessante, e specifica un punto a volte sottovalutato: inserite il testo lungo nelle vostre note

 

Slide1Notes

 

Ecco parte del rifacimento

Slide4

Slide: Simplicity Quote by Leonardo DaVinci

 

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Apprezzo molto la buona volontà e le capacità di Andrew Abela come specialista di presentazioni. Ma quando ha messo online i suoi video relativi a un seminario che ha tenuto recentemente ho avuto un moto di pietà. Non tanto per lui, che anzi fa uno sforzo per  essere professionale e persino brillante, quanto per il setting scadente del corso stesso.

Altro che sale illuminate, platee attente e tecnologie d’avanguardia: spesso quando si fa questo mestiere ci si scontra con setting poveri, allievi demotivati e tecnologie recuperate in cantina. E allora, in nome della pagnotta e dell’amor proprio, bisogna fare buon viso a cattivo setting.

Una volta ho tenuto un corso in una banca: quando sono arrivato ci ho messo mezz’ora per trovare il mio referente. Quando l’ho trovato mi ha detto “ah, era oggi?”. Abbiamo recuperato di alla meglio gli “allievi”, abbiamo recuperato alla meglio una stanza, poi il PC della prima guerra mondiale e infine un’allieva mi  ha dato alcuni suoi lavori da controllare. Su un floppy disk.

E insomma, bravo Andrew.

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